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Rosalba Cosentino

Rosalba Cosentino“Il segreto di una grande interprete non è avere una bella voce, l’importante è capire esattamente il senso della gioia o del dolore che stai raccontando, perché nelle canzoni si interpreta sempre un’emozione o una qualsiasi specie d’amore per qualcosa, e se non sai cosa vuol dire “soffrire” non puoi sapere cosa vuol dire “amare”, per cui è questo il segreto: il saper dire le cose sentendole”, questo è anche il segreto di Rosalba Cosentino, riprendendo un pensiero di Mia Martini.
Rosalba nasce come interprete a soli 11 anni cantando e vincendo il festival dei bambini città di Caltanissetta nel 1971 e da quel momento inizia ad affacciarsi al panorama musicale nazionale partecipando a numerosi concorsi canori, vincendoli tutti facilmente e facendosi notare come un’artista emergente da un pubblico attento ed esigente.
Il suo percorso artistico la portava a partecipare all’età di 17 anni al concorso di “Piccola ribalta”, progenitrice del Festival di Castrocaro, ove conquistava la ribalta televisiva conseguendo il terzo posto della competizione.
Qualche anno dopo, sull’onda del successo, si trasferisce in Emilia Romagna dove – come dice lei – imparava a calcare il palcoscenico esibendosi con l’Orchestra “Bonsagni”, del notissimo fisarmonicista modenese. Il loro connubio durerà tre anni, girando in lungo e largo per il Nord, riscuotendo ovunque successo e plauso.
Successivamente collaborava con una nota casa discografica milanese, prestando la sua voce per la pubblicità televisiva di importanti prodotti italiani.
La sua carriera continuava, rivolgendosi anche al piano-bar, sua grande passione.
Negli anni ’90 vola verso l’America per il Columbus Day, accompagnata da altri artisti e alcuni concittadini. Qui l’esibizione fu veramente accolta con grande entusiasmo dagli americani e tante furono le repliche.
Tornata in Italia, continua negli anni a seguire la sua carriera, cantando in tournèe, con i suoi compagni del viaggio americano, gli spettacoli “…da Mina in poi…”, e non tralasciando mai il suo amato piano-bar.
Nel 2007, è la volta del teatro. E’ notata dal grande attore siciliano Giorgio Villa e dal regista Giuseppe Mastrosimone che la convincono, sicuri delle sue doti artistiche, a cimentarsi nell’ “Avaro di Moliere”, con la compagnia “L’Accademia dei Guitti”.
Seguono il “Don Chisciotte”, il “Fiat voluntas dei”, il bellissimo “Volare”, che raccontava con un recital musical la vita di Domenico Modugno e tanti altri ancora.